Redazionale: alla ricerca dell’artigianalità

Made in Italy

L’artigianalità torna al centro delle strategie della moda: brand prêt-àporter lanciano collaborazioni con vecchie sartorie e maestri del fatto a mano partecipano alle creazioni delle capsul collection di note aziende di lusso. Nella competizione globale sempre più sfrenata i termini Made in Italy e “fatto su misura” sono usati come strumento di marketing nella promozione e valorizzazione del prodotto.

L’artigianalità torna al centro delle campagne pubblicitarie: si organizzano presentazioni di nuove collezioni sartoriali e si mettono sul mercato nuovi prodotti fatti a mano. Ma indossando gli abiti si scopre che la vestibilità si differenzia poco dal classico pret-a-perter, si scopre che il sarto ha soltanto “aggiustato” il prodotto finale, si scopre che l’artigianalità di cui si parla comincia e finisce tra gli slogan pubblicitari.

Eppure nonostante le fittizie pubblicità l’Italia mantiene ancora il primato nel settore della moda. Ci si chiede come ha fatto il Made in Italy a non perdere la sua prerogativa e rimanere sinonimo di qualità? Perché artigianalità e sartorialità distinguono ancora il prodotto italiano?

Perché ci sono ancora aziende in Italia che non fanno pubblicità buttando fumo negli occhi, aziende che non cercano di promuovere il nome del brand a tutti i costi, ma di fornire un servizio di eccellenza. Sono aziende che fanno veramente un prodotto di qualità e sono riconosciute nel mondo per questo. Sono aziende che nonostante la mano d’opera a basso costo all’estero, producono esclusivamente in Italia dai maestri del saper fare come non ne esistono altrove.

Ci sono in Italia imprenditori onesti che grazie alla loro genialità riescono a combattere la crisi e creare fatturati, assumendo persone e riducendo la disoccupazione. Sono imprenditori che non si lamentano per la mancanza dei vecchi maestri, ma insegnano ai giovani e creano posti di lavoro. Sono imprenditori grazie ai quali il Made in Italy è ancora sinonimo di eleganza e stile.

Abbiamo dedicato i nostri prossimi articoli a questi persone e alle loro aziende. Parleremo di Ciro Paone e della Kiton. Parleremo del marchio Santandrea che produce capi di vera sartoria fatti interamente a mano. Racconteremo come un piccolo laboratorio in via dell’Orto a Firenze in pochi anni è diventato il marchio Mario Bemer di calzature artigianali conosciuto in tutto il mondo. Scriveremo della nostra chiacchierata con l’imprenditore e maestro dello stile fiorentino Sandro Fratini. Racconteremo anche come un giovane brand di profumi MaisonBereto riesce a creare un prodotto che non ha niente da invidiare ai francesi. L’elenco non finisce qui perché il Made in Italy continua a essere il meglio del fashion industry e noi parleremo dei migliori.

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