Maison Bereto: profumi del Chianti

Durante la 91-a edizione di Pitti Uomo è stato presentato il progetto di profumeria artistica Maison Bereto. Abbiamo incontrato Maurizio Bonas, un talentuoso organizzatore creativo e General Manager aziendale

Maison Bereto

Fresco e delizioso odore di menta, di basilico e di erba appena tagliata e poi un leggero e affascinante aroma di fiori d’arancia, magnolia e tuberosa – il profumo dell’estate si diffonde tutto intorno e riporta la mente nel cuore del Chianti.

Questo è il progetto di profumeria artistica Maison Bereto, presentato durante la 91-a edizione di Pitti Uomo. Essenze, candele profumate e oggetti per la casa racchiusi in sei fragranze – tutte ispirate dal paesaggio, dalla natura e dalla cultura toscana.

Le candele sono proposte in tre formati e inserite all’interno di un contenitore di inconfondibile design: bicchieri di vetro realizzati dal recupero delle bottiglie, rifinite e arricchite con la serigrafia da disegno di Jean Yves Malbos e una la serie di preziosi portacandele realizzati con catene di metallo, fatte rigorosamente a mano.

Maison Bereto

Maison Bereto non è soltanto il nome del brand, ma anche di una casa. Una grande casa in pietra, circondata da filari di vite che si trova in un borgo su un colle vicino alla città storica di Radda. In questo luogo nel cuore del Chianti negli anni ‘80 Lorenzo e Franca Pinzauti hanno fondato l’azienda agricola Colle Bereto dalla quale deriva il nome del brand. A creare il progetto sono stati i figli Francesca e Leonardo. Hanno deciso di trasportare un amore per la natura toscana in oggetti di design.

Il lavoro è stato realizzato sotto la supervisione di Maurizio Bonas, un talentuoso organizzatore creativo e General Manager aziendale.

Le fragranze, invece, sono state create con il ‘naso’ di Michele Marin di «Infragranti Parfumeur». Il percorso di formazione di Michele ha avuto inizio in Italia con “Mouillettes & Co” e continua con lo studio in composizione e formulazione alla scuola “Cinquième Sens” di Parigi, fino ad arrivare ad assumere un importante incarico di Retail Manager all’“Olfattorio Bar à Parfums” di Firenze. Le sue prime candele le realizza nel 2010 per l’azienda “Castello di Ama”. E nel 2014 lancia il suo brand “Infragranti Parfumeur” collaborando con varie realtà del mondo fashion tra le quali: Flair, Gini Fragranze, l’Hotel Villa Cheta Elite e Stefano Bemer.

Maison Bereto

Unire la creatività alle complesse e articolate attività di una moderna impresa che lancia una sfida planetaria non è semplice. Per scoprire le chiavi del successo abbiamo incontrato Maurizio Bonas:

 

– Maurizio, tu sei il project leader oltreché il manager di questa nuova avventura, chi ha avuto questa idea e come è stata raccolta la sfida?

– L’idea è nata dalla sig.ra Franca Pinzauti e io ho accettato di occuparmi del progetto e del team. La sfida è stata cercare di entrare in un mercato di nicchia di alto livello e credo che siamo riusciti a farlo grazie alla sensibilità di tutto il Team.

 

– Unire con uno stile, il contenitore, le cere, i profumi, il packaging e farlo diventare un oggetto unico tramite il quale la percezione è la qualità e la bellezza è ancor più difficile, chi ha selezionato l’ensemble?

 

– Il merito è di tutta la famiglia Pinzauti e dei collaboratori che hanno lavorato duramente per organizzare il tutto e renderlo armonioso. Nel gruppo ha vinto l’amore per l’arte e la bellezza visiva.

 

­– Tu ami visceralmente la Toscana che è una continua fonte d’ispirazione, qual è l’icona di questa terra che ti porti sempre nel cuore e nella mente quando crei?

– Ho sempre detto, scherzando, che noi toscani abbiamo le idee perché il cibo e il business del vino  di questa regione aiutano molto i creativi. Devo sottolineare che l’olio toscano è il migliore del mondo perché fatto con qualità e raffinatezza, cause assolutamente decisive per la storia della nostra creatività.  Il DNA della regione si può riassumere in bellezza (ne siamo circondati) qualità (che abbiamo sulle nostre tavole, cultura e raffinatezza (abituati ad avere solo bellezze attorno a noi sia nell’arte che nella creatività della moda e nella musica).

 

– Abbiamo parlato della Russia e dell’amore che il popolo russo ha per la qualità della vita e per lo stile italiano, per il gusto. Ma come sarà possibile spiegare la qualità di un prodotto così complesso? 

– In questo nostro caso lo si può capire solo sentendo i profumi che ci circondano e toccando i tessuti dei nostri abiti. Siamo circondati da artigiani “Maestri del loro sapere” che possono inventare tutto e trasmettere la sensibilità e la bellezza degli abiti, dei tessuti e dei profumi, tutte cose che si devono guardare ma, anche, toccare e annusare per poter sognare liberamente.

 

– Pensi sia possibile tramite luxury magazine,  Eventi nelle nostre rappresentanze Italiane o tramite Show Room ? Quando sarà possibile? 

– Quando si decide di voler fare qualche cosa si deve partire immediatamente e credo che sia arrivato il momento per iniziare questo viaggio assieme ai russi che amano la qualità e l’antica sapienza degli artigiani fiorentini e toscani.

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