Ostepatia: misticismo o scienza

L’osteopata Claudio Zanetti ci ha raccontato cos’è l’osteopatia, come si relaziona con la medicina e quale sia la sua popolarità in Italia

Остеопатия что это такое что лечит

Quando quindici anni fa sono andato dall’osteopata in Italia per la prima volta avendo un mal di schiena, ho quasi cominciato a credere nella magia. Il dottore mi ha chiesto di sdraiarmi sul lettino – a pancia in su –, si è seduto accanto a me e, mettendo le mani sotto la testa, ha cominciato a premere leggermente le dita sulla nuca. Pensavo che fosse una specie di massaggio thailandese: inizia dalla la testa e finisce con i piedi. Invece, il dottore è rimasto seduto così ancora a lungo. Poi ha cominciato a tirare le mie orecchie. Ma quando ha iniziato a massaggiare la pancia, ho pensato di aver, probabilmente, sbagliato ambulatorio. Poi, dopo avermi scricchiolato un po’ le ossa, mi ha lasciato in pace. Ma la cosa più sorprendente è stata che il giorno dopo il dolore alla schiena era sparito.

In futuro ancora più volte mi sono rivolto ai servizi di osteopatia, ma, dando importanza al risultato finale, non mi sono mai interessato, perché massaggiando le orecchie passa il mal di schiena o manipolando i punti dietro la nuca si può liberare una persona dalla colite. Tuttavia, non pensavo a questo fino a quando non ho dovuto portare dall’osteopata il mio figlio di sei mesi. Un senso di responsabilità genitoriale mi ha costretto ad entrare nei dettagli e scoprire i segreti di questa maestria. Capire se si tratti di misticismo, medicina o solo tendenza. Nell’impresa di trovare tutte le risposte mi ha aiutato un osteopata, nonché docente presso le scuole osteopatiche Abeos a Bologna e Siotema a Firenze, Claudio Zanetti.

Claudio ha 34 anni, 10 dei quali ha trascorso nel campo dell’osteopatia. Dopo aver conseguito il corso di laurea specialistica in Scienze attività motorie preventive e adattate presso l’Università degli Studi di Firenze, ha studiato presso la SIOTEMA, la Scuola di Osteopatia di Firenze. Successivamente ha ampliato la sua specializzazione conseguendo un diploma in osteopatia pediatrica, riuscendo ad abbinare il lungo periodo di studi con la pratica. Adesso sono 8 anni che lavora in privato come dottore in osteopatia.

Ci siamo incontrati nel suo ambulatorio in via Campiglia 24 a Carrara – la città dove è nato e vive – se non è in viaggio per lavoro. Adesso sempre più spesso è costretto a lasciare la sua città natale. Dal 2015, Claudio è stato scelto come osteopata ufficiale dei tennisti sotto 18 anni delle nazionali italiane maschile e femminile presso il Centro Coni Tirrenia. Inoltre nel 2017 ha acquisito il titolo di osteopata della nazionale italiana femminile maggiore. Ha partecipato a due Coppe della Federazione nel 2017 e all’ultimo Roland Garros a Parigi nel 2018.

Il rispettabile curriculum di Claudio, oltre a un aspetto serio e alla capacità di condurre una conversazione con la freddezza di uno scienziato, ha immediatamente respinto la versione mistica della professione. Ma la sfilza di domande rosicchiava ancora: che cos’è l’osteopatia – scienza oppure no – e come si relaziona con la medicina?

Prima di tutto è una scienza. Fu riconosciuta come tale inizialmente negli Stati Uniti, all’inizio del XX secolo, durante la presidenza di Theodore Roosevelt, un fiero conoscitore del trattamento osteopatico. Sulla base dell’esperienza americana, nonché in connessione con la fondazione di scuole e università e lo sviluppo della ricerca scientifica, la medicina osteopatica è stata inserita nei piani dei sistemi sanitari nazionali di altri Paesi del mondo.

In Italia, l’osteopatia è stata identificata come professione sanitaria autonoma solo recentemente, il 31 gennaio 2018. Per diventare osteopata in Italia, è necessario prima ottenere una laurea sociosanitaria (fisioterapia, scienze motorie, podologia o in medicina) e poi frequentare una scuola post-universitaria riconosciuta dall’Organizzazione mondiale Sanità e dal Registro degli Osteopati.

Nonostante riconoscimento solo recente della professione, il metodo di cura è diventato popolare in Italia già negli anni ’90 . Oggi, come dimostrano le indagini condotte dal Registro Osteopati in Italia (Roi), due italiani su tre conoscono l’osteopatia e uno su cinque, vale a dire 10 milioni di italiani, si è rivolto almeno una volta ad un osteopata.

L’osteopatia, come spiega Claudio, può essere definita come medicina complementare, o terapia
fisica manuale che combina diverse basi scientifiche (es. anatomia, fisiologia, fisica, biomeccanica) e arte palpatoria e di manipolazione.

L’essenza della terapia può essere brevemente spiegata come segue: tutti gli organi umani sono interconnessi e si trovano in movimento. Se questo meccanismo si guasta, porta alla malattia. L’obiettivo dell’osteopata è quello di ripristinare, attraverso una serie di manipolazioni, l’equilibrio e il movimento del corpo. Ad esempio, uno dei metodi più comunemente utilizzati è la manipolazione dei punti sulla nuca, che si chiamano bozze occipitali, dove hanno origine i filamenti nervosi, che regolano l’intestino. Manipolandoli con tecniche di ascolto e induzione (minima digito-pressione) si può aiutare il paziente a liberarsi dalla colite.

“Ecco perché un osteopata non deve essere confuso con un fisioterapista, – spiega Claudio –Nonostante entrambi gli specialisti contribuiscano al ripristino delle funzioni motorie compromesse, utilizzano metodi diagnostici e terapeutici significativamente differenti. Se il fisioterapista si concentra sull’area in cui sono presentati i sintomi, l’osteopata cerca di intervenire sulle cause del problema”.

Inoltre andrebbe sottolineato che l’unico strumento dell’osteopata sono le sue mani, invece il fisioterapista può ricorrere all’aiuto di macchinari (tipo ultrasuoni o ionoforesi) e medicinali.

Si potrebbe fare un semplice esempio. Una persona che cade e si frattura una gamba, dopo l’intervento chirurgico, si rivolgerà ad un fisioterapista, il quale attraverso esercizi mirati aiuterà il paziente a ripristinare la funzione dell’arto compromesso. Qualora invece la causa della disfunzione di un organo motorio non sia così chiara e non provenga da una lesione o da un intervento, in questo caso sarebbe maggiormente appropriato rivolgersi a un osteopata per accertarne la causa. In ogni modo l’osteopatia può essere altrettanto utile nel riabilitare le funzionalità perdute dopo un trauma.

La principale disfunzione che riscontra l’osteopata è costituita da disturbi del sistema muscolo-scheletrico e da dolori muscolari e articolari che ne derivano. Il trattamento è particolarmente efficace in caso di lombalgie. Ad oggi, come dimostrato dalle statistiche condotte dal Registro Osteopati in Italia, quasi 80% degli italiani soffre di mal di schiena. Se consideriamo che il 90% di coloro che si sono rivolti a un osteopata si sono dichiarati soddisfatti del risultato, diventa chiaro perché la popolarità di questa terapia continui a crescere giorno dopo giorno.

Altre disfunzioni frequenti: cefalee, cervicalgia, esiti di colpo di frusta, esiti di distorsioni articolari, ernia del disco spinale, artrite, tendinite, scoliosi. Ma non è tutto. L’osteopatia aiuta a ripristinare i disturbi dell’apparato digerente, la colite, la costipazione, i disturbi neurologici e neurovegetativi. Inoltre: asma, sindrome del tunnel carpale, disfunzioni mandibolari e occlusali. Tuttavia, l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.

Oltre che a Carrara, Claudio riceve visite in ambulatorio a Rosignano, dove ha una lunga lista di pazienti, compresi neonati. Infatti, nelle prime settimane di vita, nei bambini si verificano traumi da parto: come rigurgito, reflusso gastroesofageo, stitichezza e colica gassosa, disfunzioni posturali neonatali, plagiocefalia.  Nonostante il fatto che nella maggior parte dei casi queste patologie siano temporanee e scompaiano nei primi mesi di vita, l’osteopatia aiuta a liberarsi prima dal problema.

Allora, perché, nonostante gli enormi benefici della terapia osteopatica, questo approccio è stato criticato dalla medicina tradizionale?

Prima di tutto, proprio perché l’osteopatia in Italia è considerata una medicina alternativa. Nelle università italiane non ci sono ancora corsi di laurea o specializzazioni per questa professione, inoltre per praticare la disciplina, non è necessario avere una laurea in medicina. È diversa la situazione negli Stati Uniti, dove l’osteopata segue un intero corso di medicina, e poi si specializza in osteopatia. Quindi, non è solo un dottore, ma un medico.

Tuttavia, la principale diffidenza negli scettici è suscitata dal concetto stesso di osteopatia, il quale viene catalogato tra le teorie del diciannovesimo secolo, che non hanno mai avuto prove scientifiche. Allo stesso tempo, i critici dimenticano che molte grandiose scoperte dei secoli passati all’inizio sono state scambiate per incoscienza, utopia, ciarlataneria. Ne sapeva qualcosa Galileo Galilei. Grazie ad Alexander Flemmming, il biologo britannico, fu inventata la penicillina, antesignana dei moderni antibiotici. Ma la sua scoperta passò però per molto tempo quasi del tutto inosservata. Si può citare anche il teorema della scienziata Noether sulla conservazione dell’energia nel moto lineare. La scoperta oggi viene utilizzata nello studio dei buchi neri, che sono stati fantascienza fino a pochi anni fa.

Ci sono ancora molti punti interrogativi nell’osteopatia, ma, come mostrano le statistiche, la maggior parte dei pazienti risponde positivamente al trattamento. Un atteggiamento meno ostile nei confronti della disciplina, la creazione di corsi di laurea e specializzazioni negli Università contribuirebbero ad approfondire la ricerca scientifica, oltre a dare all’osteopata l’opportunità di diventare un medico a tutti gli effetti.

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